
martedì, 04 dicembre 2007
e un Dio ch’è morto:
ai bordi delle strade Dio è morto,
nelle auto a prese a rate Dio è morto,
nei miti dell’estate Dio è morto,
nel bagno di casa dopo il bisogno grosso del mio coinquilino oggi..
Dio è morto, Dio è moooortoooo..
AAAA tal proposito cerco urgentemente esorcista che faccia servizio a domicilio.
isylaqualunque ha postato alle dicembre 04, 2007 03:12
venerdì, 29 giugno 2007
Breve introduzione
Vi propongo in questo settimo capitolo della saga "La casa" due episodi inediti intitolati "..e caldo fù" e "La signora Rittermayer, alias la signora che abita due piani sopra il mio". Quest'ultimo, come promesso, affronta la questione psichiatrica del condominio in cui vivo, condita da piccanti riferimenti erotico-grotteschi che tanto sono graditi al mio pubblico di lettori, brutti sporcaccioni che non siete altro. In molti mi hanno chiesto se quanto scrivo abbia un fondo di verità, a tutti ho risposto che spesso la realtà si pulisce il muso con la fantasia e che al giorno d'oggi non ci dovremmo stupire più di niente, quindi puntualmente mi contraddico stupendomi almeno due volte a settimana. Facendo uno strappo alla mutanda della regola mi sbilancio confessandovi che le storie della Signora De Fronzolis (vedi "La casa 6") e della signora Rittermayer (qui di segiuto) sono cronache di fatti realmente accaduti, o forse no, ma si, non lo so, la camicetta no no no. Lo faccio per facilitare il lavoro degli inquirenti e indicare una possibile pista su cui indagare nel caso in cui il mio corpo un giorno venisse ritrovato penzolante, appeso per gli alluci alla plafoniera del bagno. Concludo questa breve introduzione ricordando che per motivi di praivasi i nomi, il sesso e i pianerottoli dei protagonisti verranno sostituiti con nomi, sesso e pianerottoli di fantasia, buona lettura e che Dio abbia pietà di noi.
"...e caldo fù"
E come ogni anno arriva puntuale lui, il caldo. Egoista capro espiatorio che avido di attenzioni diventa prepotente il centro di ogni nostra discussione. "Hei ciao, come và?" "Eh insomma..con sto caldo", "Tu piuttosto, con lo studio?" "Avrei un esame martedì, ma con sto caldo..", "Ma che ti è successo? puzzi come una carogna!" "è colpa del caldo", "Ciao bella! fa caldo è? come ti chiami?" "Lavati".
E fù così che tornò di moda la mutanda.
Proprio ieri sera, mentre mi godevo sudato una corrente d'aria potenzialmente mortale, affacciato alla ringhiera color tetano del mio balcone, ho assistito all'apertura della stagione dello slippino da casa edizione estate 2007. Ironia della sorte, proprio in quegli istanti, a circa un migliaio di chilometri dalla mia ringhiera, il Briatore apriva i cancelli del suo locale estivo ed un fiume di vipperia agghindata affluiva composta sparpagliandosi fra le sale chiccose in una pioggia di lustrini e paiette. Contemporaneamente il signor Eleuterio Comis, distinto signore pensionato, ex maresciallo delle effe-esse, almeno così lui sostiene, nel suo terrazzo del sesto piano dava inizio alla rassegna mutandesca sfoggiando uno slip a sgambatura ampia, color grigio topo di Londra, con motivo geometrico complicato, con tanto di pallina di cotone nell'ombelico. Tradizione vuole che sia proprio il Comis a dare inizio alle danze, sfilando con il suo portamento sobrio da ex sotto-ufficiale delle ferrovie fra gli appalusi ed i fischi ammiccanti delle sorelle zitelle del quarto piano Anna e Maria Pozzi Ginori, in piena vampata di calore. Rotto il ghiaccio, mutanda a pioggia, coi i coniugi Meyssner, austriaci in vacanza che cenano in balcone a lume di neon indossando lui mutanda blu con motivi ciclistici ( disegni di biciclette da cross), e lei mutanda-pancera-busto-hangar color castoro morto. L'ingegnere Pisolla, con il classico slip bianco che non passa mai di moda, con la zona posteriore ad effetto fisarmonica o cacata-sotto come alcuni preferiscono. Il ragioniere Maruzzella con mutanda storica senza elastico, tenuta su attarverso un complesso sistema di bretellaggio, che Dio lo aiuti, e così via.
Signore e signori è ufficilamente iniziata l'estate.
La signora che abita due piani sopra al mio, alias la signora Rittermayer.
[fra parentesi (...) le frasi pensate, fra virgolette "..." le frasi dette]
Ore 20:15 di una domenica sera di inizio estate, suona il campanello. Guardo attraverso lo spioncino con la circospezione di chi, consapevole di vivere in un condominio abitato da pazzi furiosi, sa che dall'altra parte della porta potrebbe esserci il suo assassino. D'altronde chi può mai suonare al tuo campanello alle otto e un quarto di una domenica sera se non un testimone di geova che si è perso, o la signora del piano di sotto che vuole ucciderti perchè infastidita dalle onde elettromagnetiche del tuo frigorifero? (vedi La casa 6). In entrambi i casi premunirsi di un cacciavite italiano ben affilato..
flashback
Alcuni giorni prima, mentre consegnavo l'affitto mensile al padrone di casa, lui mi disse "Figliuolo, non prendere mai l'ascensore con la signora Rittermayer, mentre siete dentro potrebbe spogliarsi". Aveva un espressione molto seria, evidentemente sapeva bene quello che diceva e non doveva essere stata una bella esperienza, infatti da un giorno all'altro l'avevo trovato più invecchiato e smagrito. "Come farò a riconoscerla? non l'ho mai vista" chiesi, "la riconoscerai...o sarà lei che riconoscerà te" mi rispose, (si è rincoglionito) pensai. Ma..
..e in effetti l'ho riconosciuta subito. Una signora dall'età indefinibile, che poteva andare dai 30 portati malissimo ai 60 portati comunque male, indossava una vestaglia rosa e portava con disinvoltura un'acconciatura da dita nella presa elettrica subito fissata con lacca a presa rapida. I capelli erano così alti che uscivano dal campo visivo dello spioncino e nei suoi occhi risplendeva una strana luce, tipo neon stroboscopico da dicoteca.
Io: "Chi è?"
S.R.: "Apri apri" disse, agitando un mazzo di chiavi davanti lo spioncino. "Apri apri! sono io!", e continuò canticchiando "Sono io, sono io!"
Un brivido freddo percorse la mia schiena, chiunque al mio posto avrebbe preso delle assi di legno e inchiodato la porta d'ingresso, poi si sarebbe nascosto sotto il letto stringendo forte forte una chiave inglese arrugginita. Saranno stati i capelli laccati alla Don King, sarà stao il tintinnio ipnotico delle chiavi, il suono melodico della sua voce, la vestaglia rosa, la nostalgia dei momenti che furono.., non lo so, aprii la porta.
Io: "Mi dica signora", dissi sudando freddo.
S.R.: "..allora, mi dia due bottiglie di birra e un paio di sigarette"
Io: (Due bottiglie di birra e due sigarette alla pazza maniaca al tavolo 5!!), "Mi scusi, cosa vuole?"
S.R.: "Hai capito"
Io: (Se gli dai da bere e da fumare te la ritroverai tutte le sere alla stessa ora davanti la porta di casa appesa al campanello), "Mi scusi, qui non beviamo e non fumiamo" le dissi con un filo di voce all'aroma di merit.
S.R.: "Hum...siete messi proprio male allora!"
Io: (Minchia! se lo dici tu!), "Eh si, male, male" dissi, scuotendo la testa verso il basso, facendo finta di vergognarmi per la mia mancanza.
S.R.: "E allora che facciamo?" disse, con sguardo ammiccante alla Britney, compreso di luccichìo all'altezza del primo molare.
A quella domanda mi ritornarono in mente le parole del padrone di casa che mi metteva in guardia, rividi il suo sguardo stanco con le pupille sbiancate, risentii il il suo respiro affannoso mentre mi diceva "Figliuolo..."
Io: (Oh mio Dio, mi vuole scopare), "Signora, adesso i negozi sono tutti chiusi, non la posso aiutare"
S.R. : "Ma che chiuso e chiuso! non mi faccia arrabbiare!"
Io: "..però, potrebbe fare una cosa!" dissi, ridendo satanicamente "Perchè non va dalla signora del piano di sotto, la De Fronzolis, lei beve e fuma come una turca, provi a bussare"
Avrei pagato profumatamente per vedere l'incontro epico fra la Rittermayer e la De Fronzolis, ma il suo sguardo sempre più da Britney e la bretella della vestaglia sempre più abbassata mi indussero a chiudere la porta il più rapidamente possibile. Il rischio di venire violentato e ucciso o viceversa era troppo alto.
Insegnamento per il futuro: non aprire più a nessuno, nemmeno se mi dovessero mostrare un distintivo allo spioncino, potrebbe essere la Rittermayer vestita da pornopolizziotta.
isylaqualunque ha postato alle giugno 29, 2007 21:02
lunedì, 11 giugno 2007
Introduzione
In questi lunghi mesi di silenzio mi sono dedicato alla meditazione ed ho intrapreso un lungo viaggio che mi ha condotto ad una migliore conoscenza dell' "io". Ho scoperto con sorpresa ed una puntina di soddisfazione che il mio "io" di notte indossa una maschera diventando il "super io" freudiano (originale tedesco: Über-Ich), paladino della giustizia che combatte contro i suoi nemici storici "tu", "voi" ed "egli", quest'ultimo tra l'altro è un gran bastardo. E' andata anche peggio ad un mio amico il cui "io" la notte indossa una parrucca e le calze a rete e si fa chiamare "iolona strappamutande", o peggio ancora ad un altro mio amico che era così pieno di "se" che un giorno in un eccesso di smargiasseria fù colpito da un attacco acuto di ipertrofia dell' "io", fù operato d'urgenza affinchè fosse rimosso l'eccesso di "se" che aveva in corpo ricavandone così un altro "se stesso"...però un pò più basso.
Non mi dilungo oltre, anche perchè non siamo quì riuniti per parlare di me, vi propongo piuttosto un nuovo episodio della saga "La casa". Chi di voi avesse già letto gli episodi precedenti, che comunque sono ancora disponibili sfogliando le pagine di questo blog, ricorderà sicuramente le avventure dei coniugi Fisafulli, lo scaldabagno Giancaldo, la shampista bulgara della mansarda, il funamboletto, il lavatrebbia, e tanti altri. Oggi desidero porre alla vostra attenzione i casi più clinici che umani della signora del piano di sotto, e della signora che abita due piani sopra il mio. Posso garantirvi che quanto leggerete è avvenuto realmente, gonfiare anche di un niente l'episodio significherebbe fare esplodere tutto e sinceramente non è necessario anche perchè mai come in questo caso la realtà si pulisce il muso con la fantasia. Naturalmente per questione di praivasi i nomi dei protagonisti sono stati da me sotituiti con nomi di fantasia.
La signora De Fronzolis, alias la signora del piano di sotto.
[ fra parentesi (...) le frasi pensate, fra virgolette "..." le fresi dette. ]
Ore 8:00 del mattino, suona il campanello.
IO: "Chi è?" rispondo senza aprire la porta e guardando attraverso lo spioncino con la circospezione propria di chi è stato costretto ad alzarsi dopo essere andato a letto alle 3 di notte, e desidera fracassare con una chiave inglese borchiata il cranio di chi si è permesso di svegliarlo...polverizzarlo con il lanciafiamme no, troppo facile, non soffrirebbe e rimarrebbe per giorni quel fastidioso odore di pollo bruciato.
D.F.: "Buongiorno sono la signora De Fronzolis"
IO: (Non ci credo). "Chii?"
D.F.: "La De Fronzolis, quella del piano di sotto, sà le devo parlare...per via dei rumori"
IO: (Ti odio). "Buongiorno, si accomodi" dico, aprendo la porta con un sorriso tanto falso quanto il mio sguardo è iniettato di sangue.
D.F.: "Buongiorno, sà? le dovrei parlare dei rumori, quelli che sento in continuazione da tre anni a questa parte"
IO: (...). "..."
D.F.: "Sà, sono dei rumori continui, li sento giorno e notte e vengono dal vostro appartamento, anche mio marito li sente"
IO: "Signora non so che dirle, quì non c'è niente che emette un rumore di continuo"
D.F.: "Avete elettrodomestici in casa?"
IO: "Si, una lavatrice che usiamo solo tre volte a settimana e un frigorifero, stop"
D.F.: "Allora forse è il frigorifero sà? lo tenete sempre acceso?"
IO: (No, ogni due giorno lo spegnamo per 10 ore, facciamo sciogliere tutto il ghiaccio del congelatore e allaghiamo la cucina e il corridoio, poi ci mettiamo in slippini, prendiamo la rincorsa e yuuuuuuu scivoliamo chiappe all'aria e facciamo a gara a chi riesce ad incastonare gli incisivi sul muro di fronte, però poi lo riaccendiamo il frigo, sà? sà? abbiamo una convenzione con il prontosoccorso, pazza maniaca che non sei altra, infatti dopo 2 giorni mangiamo le cose ricongelate andate a male e partecipiamo alla grara di diarrea profusa, chi ne fa di più si disidrata e muore vince! io ho vinto una volta, sà? sà?!! ne ho fatta tanta, la tengo per ricordo in un secchio sotto il letto, la vuole vedere?? eh? eh??). "No signora, non lo spegnamo mai"
D.F.: "Eh, ma allora è questo sà? si, è sicuramente questo che fa quel rumore", si avvicina al frigorifero "Si! riconosco il rumore! è il frigorifero!!"
IO: "Signora io non sento niente"
D.F.: "Ma venga, appoggi l'orecchio! lo sente vero? eh? lo sente??!"
IO: (Mi prendi per il culo?). "Come riesce a sentire questo rumore attraverso un solaio di cemento armato, io lo sento appena appoggiandoci l'orecchio"
D.F.: "Ma sono le onde elettromagnetiche, sà? ci circondano, possono attraversare i muri"
IO: (???)
D.F.: "Cosa facciamo? non possiamo mica stare con le onde eletromagnetiche che girano per casa, ci entrano nella testa, fanno male sà?"
IO: (Ti ho scoperto, sei un'aliena! hai delle antenne nascoste e le onde elettromagnetiche del frigo ti impediscono di metterti in contatto con l'astronave madre per comunicargli la tua posizione, così sbarcano e conquistano la terra, non mi freghi bastarda!). "Eh si, è un problema"
D.F.: "..."
IO: "Telefoni all'amministratore e gli parli della questione, lui deciderà sul daffarsi", nel frattempo la spingo con gentilezza fuori dalla porta d'ingresso.
D.F.: "Ma intanto con le radiazioni cosa facciamo? magari potrebbe spegnere il frigorif.."
IO: "Non spegneremo il frigorifero signora"
D.F.: "Ma le radiazioni, sà?"
IO: "Nessun frigorifero verrà spento in questa casa"
D.F.: "Ma io e mio marito, le radiazioni.."
IO: (hai rotto il cazzo). "hai rotto il cazzo"
D.F.: "Ma le radiaz.."
SBAM, chiudo la porta e corro verso la mia stanza eseguendo una serie di volteggi che culminano con un triplo salto mortale gengivale all'indietro con atterraggio orizzontale sul materasso.
Prossimamente "La casa 6" con la signora che abita due piani sopra al mio.
isylaqualunque ha postato alle giugno 11, 2007 14:22
lunedì, 18 dicembre 2006
Oggi ho avuto la conferma su una cosa che già da tempo sospettavo. Dopo quello che ho appena visto, e che fra poco avrete modo di vedere anche voi, ho pensato di abbandonare l'idea di arricchirmi con la professione medica perchè il mestiere del futuro sarà l'ombrellaio. Avete capito bene siori e siore...se vostra figlia un giorno verrà da voi dicendovi "caro genitore, ho deciso di sposarmi...lui fà l'ombrellaio, è un ombrellaio triestino" , allora stappate lo spumante buono che tenete nella vetrinetta e festeggiate tutta la notte...
Oggi a Trieste piove, fà un freddo cane e tira un vento che raggiunge i 180Km/h, e questi sono i cestini agli angoli delle strade. Non si tratta più di semplici cestini municipali, bensì di fosse comuni stracolme di ombrelli.

Ombrelli dilaniati, sfregiati, umiliati, ridotti in fin di vita. Ombrelli senza degna sepoltura e le cui anime vagheranno senza pace per l'eternità trasportate da un gelido vento.

Cambiando argomento...
Dopo mesi di studio, fra alambicchi pieni di passata di pomodoro, padelle anti-aderenti di terz'ultima generazione, fantapentolami, cucchiai di legno, grembiulini raffiguranti corpi nudi con tanto di foglia di fico a coprire le vergogne, e mozzarelle a cubetti parallelepipedoiformi o stronzici, sono riuscito a creare una ricetta di mia invenzione..."le orecchiette alla fondachellese".

La foto non rende giustizia nè alle orecchiette nè soprattutto alla salsa, che è quella che mi ha fatto più penare. Non sono assolutamente semplici da fare. Ho sempre pensato che un giorno uscirò dalla cucina avvolto dalle fiamme dopo aver assaggiato l'orecchietta perfetta, un piatto talmente buono da risultare insopportabile al palato dell'uomo, trasformando così chiunque provi ad assaggiarlo in una torcia umana...per fortuna sono ancora molto lontano da tanta perfezione.
isylaqualunque ha postato alle dicembre 18, 2006 17:22
venerdì, 24 novembre 2006
Sono reduce da una settimana piuttosto strana, l'ho capito fin dall'inizio che c'era qualcosa che non andava quando lunedì ho comprato al super mercato una confezione di carta igienica in offerta speciale. Il pomeriggio stesso mentre mi contorcevo come un'anguilla contraendo anche i muscoli elevatori delle orecchie per non farmela addosso, scartando la confezione ho scoperto con sorpresa che si trattava niente-popò-di-meno di asciugoni per la cucina. Sono uscito dal bagno riflettendo sul fatto che la carta vetrata di Mastro Geppetto sarebbe stata più delicata nei miei confronti, ma non ho pianto... d'altronde mi andò molto peggio quando a 11 anni, in preda a spasmi addominali, feci fermare il furgoncino della squadra dei pulcini e mi appartai dietro un cespuglio con l'unica carta disponibile, una pagina di serie B della gazzetta dello sport.
La settimana è proseguita con l'infortunio del mio amico Luca, che mentre giocava a calcio con gli amici della radio, si è distrutto la caviglia facendo saltare un legamento interno. Il buon Luca, uomo di grande virtù, subito dopo il disastro si è appartato in un angolo a riflettere e improvvisamente si è scatenata una fittissima pioggia di Santi e Beati. A tanto dolore (fisico) però si è subito sovrapposta un'immensa gioia (morale), perchè proprio pochi giorni fà il caro Luca ha scoperto che presto diventerà zio. Da quì il nuovo soprannome di "Zio Tibia".
..forse qualcuno della mia generazione (quella di "bim-bum-bam", "mai dire banzai" e "i ragazzi della IIIC") ricorderà che andava in onda la sera tardi su italia1.
Settimana agrodolce anche dal punto di vista radiofonico, non c'è stata la possibilità di inserire il mio test settimanale, ma in compenso ho sfornato due nuove pubblicità, "Pescheria da Cateno gamba di legno" e "La boutique dello zio Mao Tse Tung", due piccole "opere d'arte" che presto verranno aggiunte a quelle già presenti nel corso delle puntate settimanali (censura permettendo). Chi volesse ascoltarle può farlo all'interno del programma "Catanista lato B", sintonizzandosi sulle frequenze di GAMMARADIO 95.9 Mhz, tutti i giorni dal lunedì al venerdì dalle 16:00 alle 18:00, da Ragusa fino a Messina. Oppure andate sul sito www.catanista.it e cliccate su "Ascolta la diretta".

Questa settimana infinita e a tratti eterna, dovrebbe terminare con l'esplosione della cucina mentre preparo le orecchiette che ormai pianifico da qualche giorno (anche se ieri sera mi sono intrippato con i cannelloni..ma atteniamoci al programma).
Auguro a tutti i visitatori del mio blog, anche a quelli stranieri che capitano quì per sbaglio e che giustamente non capiscono una cippa di quello che c'è scritto, un bel fine settimana, eccietera eccietera...
isylaqualunque ha postato alle novembre 24, 2006 12:36
giovedì, 02 novembre 2006
Due giorni fà a Trieste è stata proiettata la prima del film "Fascisti Su Marte". 
Ospite d'onore il comico-attore Corrado Guzzanti. Nei minuti che hanno preceduto la proiezione del film, a pochi metri dall'ingresso del cinema un gruppo di ragazzi di FN ha esposto uno striscione con la scritta "i marziani sono tornati" fra una croce celtica ed un punto croce.
Cinque giorni fà un ragazzo ha filmato un Ufo che sorvolava i cieli di Agrigento, e alla domanda di un giornalista che gli ha chiesto che cosa avesse pensato alla vista di quella strana palla di luce nella notte, lui ha risposto in perfetto italiano "ho pensato che era la prima volta che vedevo una cosa di questa".
Forse si tratta di semplici coincidenze, oppure tutto questo fa parte di un grande disegno elaborato da una mente superiore, comunque tanto per saltare dalla frasca al palo con un salto mortale all'indietro atterrando di culo..qualche giorno fà ho deciso di dare una svolta alla mia caotica vita aquistando un orribile cestino per la stanza.

Lui se ne sta lì, immobile in un angolo sotto la scrivania, tronfio delle sporcizie da me prodotte e mi guarda con un aria di sconsolata superiorità come se volesse dirmi "evita cortesemente di tirare palle di carta e bucce di banana da distanze siderali con la pretesa di fare canestro perchè tanto non ti è mai riuscito e mai ti riuscirà". E' da meno di una settimana che l'ho comprato e già sto cestino saputello mi sta sui coglioni, lo sopporto solo perchè regala alla mia stanza alcuni centimetri quadrati di ordine nel contesto di un caos paragonabile a quello causato dalla visita dei ladri mentre è in atto un ciclone.
isylaqualunque ha postato alle novembre 02, 2006 18:31
venerdì, 06 ottobre 2006
Stanotte ho sognato di essere inseguito da una massa informe di polenta di circa un quintale, sullo stesso genere di Blob il fluido che uccide, avanzava fagocitando qualsiasi cosa incontrasse sul suo cammino, segnali stradali, isole pedonali, innocue vecchiette, donne con grosse tette, mamme che spingevano passeggini, prostitute esperte in pompini, normali passanti, venditori ambulanti. Una massa informe semisolida che avanzava ed ogni tanto spernacchiava, borbottava, gorgogliava, lanciando qualche schizzo di polenta incandescente al sapore di salsiccia di vigile urbano o di tenente. Disperato cerco di scappare, ma come in tutti gli incubi le gambe sono paralizzate ed è inutile gridare, così vengo rapito da questo magma alimentare poco saporito e trascinato via senza riuscire a muovere un dito. Mi abbandono al mio tristo destino aggrappato ad un wurstel di tacchino, ed il naufragar mi è un pò insipido in questo mare di polenta aspettando insieme agli osei la morte lenta.
Saranno i postumi di Friuli Doc o lo stress per l'esame che si avvicina... sob! °°burp!°° sigh!
isylaqualunque ha postato alle ottobre 06, 2006 11:14
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