lunedì, 18 dicembre 2006

...tira vento governo ladro!!

Oggi ho avuto la conferma su una cosa che già da tempo sospettavo. Dopo quello che ho appena visto, e che fra poco avrete modo di vedere anche voi, ho pensato di abbandonare l'idea di arricchirmi con la professione medica perchè il mestiere del futuro sarà l'ombrellaio. Avete capito bene siori e siore...se vostra figlia un giorno verrà da voi dicendovi "caro genitore, ho deciso di sposarmi...lui fà l'ombrellaio, è un ombrellaio triestino" , allora stappate lo spumante buono che tenete nella vetrinetta e festeggiate tutta la notte...

Oggi a Trieste piove, fà un freddo cane e tira un vento che raggiunge i 180Km/h, e questi sono i cestini agli angoli delle strade. Non si tratta più di semplici cestini municipali, bensì di fosse comuni stracolme di ombrelli.

 

Ombrelli dilaniati, sfregiati, umiliati, ridotti in fin di vita. Ombrelli senza degna sepoltura e le cui anime vagheranno senza pace per l'eternità trasportate da un gelido vento.

 

Cambiando argomento...

Dopo mesi di studio, fra alambicchi pieni di passata di pomodoro, padelle anti-aderenti di terz'ultima generazione, fantapentolami, cucchiai di legno, grembiulini raffiguranti corpi nudi con tanto di foglia di fico a coprire le vergogne, e mozzarelle a cubetti parallelepipedoiformi o stronzici, sono riuscito a creare una ricetta di mia invenzione..."le orecchiette alla fondachellese".

La foto non rende giustizia nè alle orecchiette nè soprattutto alla salsa, che è quella che mi ha fatto più penare. Non sono assolutamente semplici da fare. Ho sempre pensato che un giorno uscirò dalla cucina avvolto dalle fiamme dopo aver assaggiato l'orecchietta perfetta, un piatto talmente buono da risultare insopportabile al palato dell'uomo, trasformando così chiunque provi ad assaggiarlo in una torcia umana...per fortuna sono ancora molto lontano da tanta perfezione.

 

 

isylaqualunque ha postato alle dicembre 18, 2006 17:22

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mistero, agroalimentiamoci

lunedì, 13 novembre 2006

ridi ridi...che isidoro a fatto gli gnocchi

GNOCCHI ALLA SORRENTINA -prima parte-

Considerati gli scarsi mezzi a mia disposizione, direi che la foto non gli rende per niente giustizia. Ho commesso il madornale errore di prepararli per cena di sera tardi. Trattandosi di una pietanza particolarmente pesante, dopo aver addentato l’ultimo gnocco sono caduto con la testa nel piatto in un sonno profondo. Ho ripreso coscienza dopo circa 20 minuti, dopo aver sognato di essere stato fatto prigioniero da un gruppo di gnocchi ribelli che volevano fare cadere il governo con un colpo di stato. Comunque..

Per l’occasione ho scomodato il piatto fico del servizio fashion, probabilmente disegnato da un pazzo criminale mentre fumava bucce di banana arrotolate con dentro del basilico. Nello specifico, il piatto in questione è stato ricevuto in regalo insieme ad altri 4 con i bollini del supermercato, dopo un estenuante raccolta durata quasi un anno. Ricordo che pochi giorni prima della scadenza della raccolta, all’uscita del supermercato si correva il rischio di essere assaliti da commandos di vecchiette dallo sguardo allucinato. Queste docili signore, coltello alla mano, ti si fiondavano addosso gridando “fottuto bastardo, molla i bollini o ti sbudello”, quindi afferrato il tristo bottino si davano alla macchia mimetizzandosi fra la vegetazione ostile.

 

Ricetta degli gnocchi alla sorrentina: A chi dovesse interessare gliela mando volentieri.

 

Commento finale del cuoco: “Meee,cu sta panza china…adesso pozzu magari mòriri”.

 

MACCHERONI RIGATI AL CIOCCOLATO CON PANNA E PANCETTA  -seconda parte-

Durante tutta la scorsa settimana a Trieste si è tenuta la manifestazione MittelCiok, una fiera del cioccolato che ha visto partecipare grandi artisti della lavorazione del cioccolato provenienti da diverse regioni italiane e dall’estero.

Dopo aver spazzolato diversi vassoietti per assaggi, non senza poche difficoltà, e dopo aver ammirato alcune sculture di cioccolato di incredibile bellezza, la mia attenzione si è soffermata sullo stand della “pasta al cioccolato”, normalissima pasta di grano duro con l’aggiunta di cioccolato in polvere.

“Se proprio devo morire, che sia almeno a stomaco pieno” dissi circa sette anni fà alla fine della sagra del “pane cunzato” di Sant’Alfio, dopo aver colpito ad un occhio un simpatico vecchietto con un bottone impazzito partitomi dalle braghe. Fedele a questo motto ho messo a bollire l’acqua e ho aperto la misteriosa confezione di pasta al cioccolato con questo risultato...

 

Ricetta delle pennette rigate al cioccolato con panna e pancetta: A chi dovesse interessare gliela mando volentieri.

 

Commento del cuoco: “mah…una mezza truffa, pensavo si sentisse di più il sapore del cioccolato, fù e nun fù cchiù”

 

isylaqualunque ha postato alle novembre 13, 2006 13:19

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sagre/feste, agroalimentiamoci

lunedì, 06 novembre 2006

mele che pompelmo faccia pere..

PENNETTE IN SALSA ROSA CON GAMBERETTI E RADICCHIETTO

A dimostrazione del fatto che quando mi impegno le mie manine nere riescono a fare piccoli capolavori, come la salsa rosa fatta in casa e non dare fuoco ai capelli del coinquilino, perchè in tal caso si sarebbe trattato di pennette in salsa rosa con gamberetti, radicchietto e torcia umana.

Ricetta: solo su richiesta.

Ingrediente segreto: un pizzico di amore (leggere amore con la "o" apertissima).

Commento finale del cuoco: "meeee..'sti pennetti m'arrivaru finu all'unghiu du pedi".

Vino da abbinare: un Par De Ciufoli dei 7 Colli di Scillichenti, annata 1981, bianco frizzantino, amabile ma non troppo perchè potrebbe montarsi la testa. Dolce sul palato ma subito dopo amaro, poi di nuovo dolce, dopo 2 minuti nuovamente amaro e a distanza di 3 giorni mentre stai andando a buttare la spazzatura in pantofole di notte...di nuovo dolce. Sentore di frutti di bosco, erbette di campo con merda di pecora, campi di grano alti come non mais e cime ineguali note a chi è cresciuto fra voi. Ben strutturato, colore giallo paglierino. Si adatta perfettamente alle grigliate di pesce...addirittura una mattina mi era finito il latte e l'ho usato con il nesquik, ma non ricordo bene com'era perchè sono svenuto quasi subito (ma questa è un altra storia..).

isylaqualunque ha postato alle novembre 06, 2006 16:34

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agroalimentiamoci

lunedì, 18 settembre 2006

la friuli da bere...

Parafrasando una vecchia pubblicità di un aperitivo che recitava "la Milano da bere" per esaltare le qualità di una città popolata da "bella gente" che frequenta "belle feste", venerdì scorso ho accorciato di circa un decennio la mia sopravvivenza presso questo mondo partecipando alla rassegna intitolata "Friuli doc", da me subito ribattezzata "la Friuli da bere..e da mangiare fino allo svenimento". Udine, meravigliosa città medievale che sorge fra le verdissime colline friulane, in questi giorni si è messa in mostra fra le tante altre cose per le sue tradizioni culinarie che ho particolarmente apprezzato nonostante gli atroci bruciori di stomaco che ne sono seguiti.

 Costata di mailale con polenta; le posate di plastica trasparenti mi sono esplose fra le mani dopo pochi secondi, delle costolette invece conservo un ottimo ricordo.

 Frico con polenta; il frico è formaggio carnico stravecchio cotto in padella con l'aggiunta di verdure varie e patate, le posate di legno mi sono esplose fra le mani dopo pochi minuti, il frico invece lo ricordo con grande affetto. Per quanto riguarda la polenta, abbondava così tanto che sembrava crescesse sugli alberi, ti distraevi un attimo e qualcuno te la rifilava nel piatto a tradimento, ordinavi un piatto di carne? ecco in omaggio tre fette di polenta..ordinavi un piatto di formaggi? ecco in omaggio 4 fette di polenta..te ne stavi triste in una angolo per un amore non corrisposto? tieni un pezzo di polenta e non ci pensare più, anzi vedrai che ne incontrerai una più bella.

 Il tutto sigh! annaffiato sigh! da un (e con "un" intendo "un litrozzo di") vino rosso Cabernet Sauvignon. Per una corretta pronuncia devi usare una voce nasale, tapparti le narici con una molletta, stringere le labbra a culo di gallina e agitare il mignolo teso della mano sinistra con aria un pò schifata, il suono che ne risulta è qualcosa del tipo "cavernè sovignò" recitato con atteggiamento gaio. Inizialmente non capivo  cosa volesse dire la scritta "grave" riportata sull'etichetta, dopo un quarto d'ora circa, quando il vino ha cominciato ad entrare in circolo allora ho realizzato...che violenza.

 Uno scorcio del castello con primo piano della Cappella.

 Uno dei tanti menù appesi agli angoli delle strade, che tra l'altro cercammo di sottrarre come ricordo della serata facendoci miseramente scoprire.

 Uno degli stend dove per pochi euro potevi assaporare la deliziosa carne di toro allo spiedo, io che la mangio ogni mattina a colazione accompagnata da un insalatina di zoccoli di gnu e nesquik, ho preferito evitare anche perchè dovevo finire le ultime fette di polenta ricevute in omaggio con dell'aria respirata pochi istanti prima.

 Però ci sono alcune cose che non si possono rifiutare, soprattutto quando si tratta di novità. Non provare lo stufato d'asino sarebbe stato un sacrilegio, per questo motivo dinanzi a cotanta visione ho iniziato subito a bestemmiare, perchè se proprio devo fare il sacrilego allora lo faccio come si deve.

Forse sarà stata la punizione divina per le bestemmie davanti allo stufato d'asino, o le diverse tipologie di vino che ho sapientemente mesciato nel mio stomaco mentre mi improvvisavo sommeliere di sto paio di ciufoli, oppure la frittella alla nutella alle due di notte che francamente potevo risparmiarmi...ma lu gran duluri i panza e jacidu ca nun potti dormiri, minchi ca mancu si mi fussi calatu u sceccu sanu cu tutti i zocculi. (*)

(*) traduzione: ho avvertito un lieve dolore all'addome ed un senso di bruciore inaspettati che..hoibò! hanno disturbato non poco il mio sonno, perbacco nemmeno se avessi assaggiato la carne d'asino.

isylaqualunque ha postato alle settembre 18, 2006 13:09

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mistero, sagre/feste, agroalimentiamoci

Chi sono

-se io non sono io allora chi sono?- si chiedeva Arnold Schwarzenegger nel film "Atto di forza"

Pensieri celebri

"..giovane Isidoro,la tua pazienza è grande,hai diviso tutti i granelli di questa spiaggia,quelli bianchi da quelli neri...ora li rimetterai a posto,uno per uno.."

Odio

chi si da delle arie, e non mi riferisco ai petomani

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